i viaggi di gulliver

26,00 

i viaggi di gulliver

jonathan swift

einaudi

26 €

Descrizione

Romanzo di fantasia, satira spietata, ritratto ironico del genere umano, libro d’avventura per ragazzi: il capolavoro di Jonathan Swift è stato e continua ad essere tante cose, sfuggendo alle definizioni. Soprattutto, le avventure del chirurgo Lemuel Gulliver attraverso mondi fantastici hanno continuato a interrogarci sulla natura profonda e indicibile dell’umanità, con quella capacità tutta dei classici di non «finire mai di dire quel che hanno da dire».
Il classico di Jonathan Swift entra nella serie delle Grandi traduzioni in una nuova versione firmata da Anna Nadotti e illustrata da Lorenzo Mattotti.

Alla loro comparsa, nel 1726, “I viaggi di Gulliver” conquistarono immediatamente un pubblico vastissimo e trasversale: se i bambini erano catturati dalla sua trama fantastica, i politici ne coglievano il veleno satirico, riversato sugli eventi e la società contemporanea. Da allora, il libro ha continuato a esercitare un fascino duraturo su lettori di ogni genere, distinguendosi come un unicum nella letteratura mondiale per la sua capacità di agire su più livelli. Il primo piano è quello della pura invenzione narrativa: Swift costruisce mondi che funzionano come fiabe geometriche, dove la meraviglia è regolata da una logica ferrea. Nei quattro viaggi compiuti da Lemuel Gulliver, il lettore assiste attraverso il suo sguardo a un’infinita serie di prodigi – minuscole cucitrici che infilano invisibili fili di seta in altrettanto invisibili aghi, vespe grandi come pernici e rumorose come cornamuse, un’isola che fluttua in cielo grazie a un enorme magnete e a un assale di diamante -, e vi si abbandona con la curiosità rapita dei bambini. Ma oltre a stimolare l’immaginazione visiva, Swift mette alla prova la nostra capacità di interpretazione. Nei “Viaggi di Gulliver”, le apparenze spesso ingannano, e l’ironia – tagliente e corrosiva – permea quasi ogni frase. Non è un caso che, nell’ultimo capitolo, il giuramento che il protagonista pronuncia per affermare la propria sincerità riecheggi le parole di Sinone, l’ingannatore che condusse i Troiani a spalancare le porte al cavallo di legno. E a un ulteriore livello, sotto la satira, oltre la favola, resta la domanda portante dell’opera: che cos’è davvero l’essere umano? Sovrano della natura o insetto che si crede re? Meschino come un lillipuziano, feroce come uno yahoo, o ingenuo come il “gullible” Gulliver? Swift non fornisce risposte, ma voltata l’ultima pagina chi legge ha la sensazione di aver guardato l’umanità intera attraverso una lente deformante – e di avervi scorto, alla fine, il proprio volto. Grazie all’ampio corredo di immagini con cui Lorenzo Mattotti contrappunta il testo, creando un universo visuale parallelo e armonico a quello di parole della nuova traduzione di Anna Nadotti, la versione qui proposta offre un’esperienza sensoriale a tutto tondo, il miglior omaggio possibile all’inventiva multidimensionale del capolavoro di Jonathan Swift.

«L’ho letto per la prima volta a otto anni – poco prima, per l’esattezza, perché ho rubato e letto furtivamente la copia che mi sarebbe stata regalata il giorno del mio ottavo compleanno – e da allora l’ho riletto di certo non meno di una mezza dozzina di volte. Il suo fascino sembra inesauribile».
George Orwell
«La più grande satira mai scritta in lingua inglese».
Aldous Huxley
«Swift ci ha lasciato un capolavoro che ride delle nostre debolezze e dei nostri sogni di grandezza».
«The New York Times».

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